Desirée, missionaria in Africa

 

Ciao Desirée, così hai deciso di dedicare la tua vita all’Africa. Da cosa nasce questa scelta?

Da un profondo desiderio di rispondere alle aspettative di Dio per la mia vita. Mi ha voluta in questo mondo per uno scopo ed io voglio adempiere a questo scopo esattamente con i modi ed i tempi da Lui previsti.

Raccontaci qualcosa della tua vita.

Sono nata a Caserta in una famiglia cristiana. Mio padre era pastore fino a quando è scivolato in una storia extraconiugale ed ha lasciato noi e Dio. Ho vissuto la chiesa come famiglia e lì ho trovato “padri” che Dio ha usato per mostrarmi quanto il Suo amore fosse reale, costante, inesauribile ed indispensabile.

Tempo fa avevi ricevuto l’offerta di un lavoro ben remunerato. Come mai non lo hai accettato?

Alla fine del percorso universitario, il professore che mi seguiva per la tesi mi chiese se ero interessata alla cattedra di Pedagogia Generale. Indubbiamente la cosa mi lusingò moltissimo ma avevo scelto quel percorso di studi per servire meglio Dio in Africa e rifiutai. Sono profondamente grata al mio Signore di aver detto no perché oggi lavoro per il “Rettore dei rettori” e non esiste gratificazione più grande.

In passato hai già fatto esperienze missionarie. Dove sei stata, cos’hai fatto?

Dopo il diploma andai a fare un’esperienza di short mission in Honduras con una missione del Mississippi. Lo feci perché non sapevo ancora cosa fare nella vita e presi un “anno sabbatico”. È proprio grazie a quella short mission che il Signore mi disse che avrei avuto il grandissimo onore di servirlo nei Paesi in via di sviluppo. Ho lavorato in una scuola bilingue insegnando inglese a bambini di lingua spagnola ed aiutavo come interprete in un ospedale. Poi nel 2008 sono stata in Centrafrica (la mia famiglia spirituale opera lì dal 1999) dove ho trascorso due anni. Lì mi sono occupata della gestione di alcuni progetti finanziati dalle chiese in Italia (orfanotrofi, dispensari, scuole).

Ora qual è il tuo progetto? Dove andrai, cosa farai, come ti sosterrai?

Finalmente è arrivato il momento di trasferirmi definitivamente in Africa (RCA). Partirò il mese di Gennaio 2019. In questi ultimi anni sono andata diverse volte per mettere a punto il lavoro che andremo a fare. Attraverso alcune amicizie, con l’ospedale Gemelli di Roma costruiremo una maternità e gestiremo alcune unità mobili che raggiungeranno villaggi completamente privi di strutture sanitarie. Inoltre ho messo su un progetto per i bambini di strada che consiste nell’alfabetizzazione e nella presa in carico dell’alimentazione e della parte sanitaria.

Così sei la nostra prima missionaria sul territorio africano. Come vibrano le corde del tuo cuore a questa prospettiva?

Certo sono onorata ma sento, allo stesso tempo, di avere una grande responsabilità. Prego ogni giorno che Dio mi dia la grazia per comunicare ai giovani della nostra famiglia e non solo il valore e il privilegio di dire Sì. Sono certa che Dio sta chiamando molti ma so anche che ci vuole coraggio per dire “eccomi, manda me”. Voglio approfittare di tutte le opportunità che Dio mi darà per incoraggiare i giovani, ma anche i meno giovani, ad impegnarsi per una short mission (stiamo pensando di organizzarne una per l’estate 2019) perché magari in un’esperienza così si è più attenti alla voce del Padre e forse più pronti a dire “eccomi…”.

Grazie, ti terremo nelle nostre preghiere!

 

Foto